Israel Kalk

ritratto_kalkIsrael Kalk (1904-1980) nasce in Lituania nel villaggio di Pikeli (Pikeliai) da una famiglia ebraica osservante: la madre era figlia di un rabbino, mentre il padre era un commerciante.
A Pikeli, Kalk frequenta la scuola ebraica.
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, la famiglia deve lasciare Pikeli, finita nella zona del fronte di guerra.  Sotto la minaccia continua dei pogrom delle truppe zariste che “nel loro furioso antisemitismo, accusavano gli ebrei di tradimento e  di solidarietà con i tedeschi” (cfr. K. Voigt, p. 204), la famiglia Kalk comincia una lunga peregrinazione da un luogo all’altro in cerca di rifugio presso amici, parenti, anche estranei, fino stabilirsi a Libau (oggi, Liepaja), in Lettonia, dove Israel Kalk può frequentare il Liceo russo.
La legge lettone tuttavia non permetteva agli ebrei di studiare all’università. Così, finita la guerra, nei primi anni ’20 Israel Kalk decide di trasferirsi a Milano a casa di uno zio, Boruch Kalk, che lo sostiene negli studi universitari di ingegneria, al Politecnico.

“Kalk – osserva Klaus Voigt – pur essendosi inserito nel nuovo ambiente, rimase legato al mondo culturale ebraico dell’Europa orientale e nel tempo libero approfondì la sua conoscenza delle opere degli autori yiddisch”

Questo legame con la cultura d’origine, si traduce presto anche in un “Circolo studentesco ebraico” grazie al quale Kalk riunisce attorno a sè numerosi altri studenti ebrei provenienti dall’Europa orientale, molti dei quali iscritti alla facoltà di Medicina, con i quali può condividere esperienze ed interessi comuni.
L’amore per la letteratura yiddish è anche ciò che unisce Kalk ad una giovane studentessa della Scuola di Belle Arti, Giorgetta Lubatti – “ella, pur non essendo di famiglia ebraica si impadronì tanto a fondo della lingua yiddisch da poter aiutare il marito a tradurre in italiano i testi” (cfr. K. Voigt, p. 205).

Nel 1928, subito dopo la laurea, Kalk si sposa con Giorgetta Lubatti;  tra il 1928 e il 1930, Kalk compie un soggiorno di studio a Parigi e torna in Lettonia per assolvere i 18 mesi di servizio militare, per non perdere la cittadinanza lettone.
Tornato a Milano nel 1930, Kalk trova impiego come ingegnere presso la Compagnia Generale di Elettricità (CGE) dove viene assegnato al settore pubblicità per la sua conoscenza delle lingue straniere – parlava infatti sei lingue: russo, yiddish, tedesco,  italiano, inglese e francese. Nel 1930 nasce anche Motele, il figlio di Kalk e Giorgetta Lubatti.

Parallelamente al lavoro presso la CGE, Kalk si sforza di far conoscere in Italia i grandi autori della letteratura yiddish, collaborando in particolare con la rivista culturale ebraica milanese, Davar, dove pubblica cinque articoli dedicati ad altrettanti autori. Le biografie e la traduzione di poesie scelte, sono sempre accompagnate dalle illustrazioni eseguite dalla moglie Giorgetta.

Nel 1938, sulla base dei “Provvedimenti per la difesa della razza italiana” (17 novembre 1938) Israel Kalk, ebreo straniero coniugato con una italiana, può continuare a risiedere liberamente in Italia. Ciononostante, viene immediatamente licenziato dalla CGE. Riesce poco dopo a trovare un nuovo, più modesto impiego presso la ditta Girola di Milano che produce apparecchi per centrali elettriche e dighe.
Sempre nel 1938, il figlio Motele, di 9 anni,  a causa di “una faziosa interpretazione dei decreti di legge”, viene espulso dalla scuola pubblica e costretto ad iscriversi alla Scuola svizzera.

Nell’autunno del 1939 Kalk viene in contatto casualmente con alcuni bambini, figli di profughi ebrei giunti a Milano, dalla Germania e dall’Austria in particolare, subito dopo lo scoppio della guerra in Europa.

“La situazione di questi bambini – scrive Klaus Voigt –  destò in Kalk il ricordo degli anni della sua infanzia in Lettonia, quando anche la sua famiglia era riuscita a sfuggire alle truppe zariste grazie all’aiuto di estranei”

E’ anche il ricordo di questa personale esperienza, oltre che un sentimento di umana compassione e solidarietà, che spinge Kalk a trovare soluzioni concrete per aiutare queste famiglie in difficoltà.

Dopo vari tentativi falliti per trovare un sostegno presso le autorità ebraiche (il presidente della Comunità israelitica di Milano, Federico Jarach) e cattoliche (l’arcivescovo di Milano, card. Ildefonso Schuster) Kalk decide di agire in proprio e di creare un’organizzazione assistenziale privata.

Circolare - Ottobre 1939
Circolare, ottobre 1939. ACDEC, fondo Israel Kalk, b. 4, fasc. 43.

Questa Opera per l’assistenza ai profughi prende il nome di Mensa dei Bambini e,  dopo vari trasferimenti, nel giugno del 1940 trova una sede stabile in un appartamento di via Guicciardini n. 10, dove rimane fino a che i locali non vengono distrutti durante i bombardamenti su Milano nell’agosto del 1943.

Attraverso la Mensa dei Bambini, Kalk insieme ad un piccolo gruppo di altri benefattori ebrei – a cominciare da Manfredo d’Urbino e Leone Feiwel  –  si prodiga per portare un concreto aiuto ai bambini e alle famiglie dei profughi, procurando loro beni essenziali – cibo e indumenti innanzitutto. Il grande obiettivo che si pone è di restituire a questi bambini ciò che hanno perso: una vita “normale”, fatta di scuola e studio, di gioco e compagnia dei coetanei.

La Mensa dei Bambini in seguito si fa carico di portare assistenza anche ai profughi rinchiusi in alcuni dei comuni di internamento istituiti nel 1940 e soprattutto a quelli rinchiusi nel campo di concentramento fascista di Ferramonti di Tarsia, in Calabria.

Israel Kalk (al centro), nel campo di Ferramonti di Tarsia, Cosenza.
ACDEC, Fondo Israel Kalk, Album fotografico IV – Ferramonti di Tarsia 1940-1943.

Dopo la distruzione dello stabile di via Guicciardini, Israel Kalk trasferisce la sede della Mensa a Lucino, in provincia di Como, vicino al confine svizzero. Tale decisione si rivela “provvidenziale”, osserva Klaus Voigt, perchè ha permesso a molti degli assistiti di Kalk di organizzare  la propria fuga in Svizzera. Lo stesso Kalk nell’ottobre del 1943 segue la medesima strada (la moglie Giorgetta e il figlio Motele sfollano invece a Tartago Borreca, in provincia di Piacenza). In Svizzera Israel Kalk viene internato prima a Gattikon e poi a Ginevra dove rimane fino al 1945.

La famiglia Kalk potrà riunirsi due anni dopo, nell’ottobre del 1945, a Milano.
Qui Kalk riprende la sua attività di ingegnere, questa volta presso la Edison; nel 1953 assume la direzione della Camera di Commercio Italo-Israeliana.

Il ritorno alla normalità non fa dimenticare a Kalk l’esperienza degli anni precedenti. Sin dal ritorno a Milano, infatti, Kalk pensa di raccontare in un libro l’esperienza dell’internamento in Italia degli ebrei profughi.

I. Kalk: curriculum di un neo-pensionato
“Bollettino della Comunità Israelitica di Milano” [s.d.]. Archivio Fondazione CDEC (ACDEC), Fondo Israel Kalk, b. 6 fasc. 85
Attorno agli inizi degli anni ’50, prende contatto con alcuni degli ospiti della Mensa con i quali era rimasto in relazione e li invita a raccontare le loro storie e a mandargli documenti. Rispondono tutti con entusiasmo.
Kalk raccoglie diligentemente tutto quanto riceve dai testimoni e lo ordina sulla base dei capitoli del libro che intende scrivere.
Dopo il 1972 Kalk, lasciata la direzione della Camera di Commercio, si dedica a  tempo pieno all’elaborazione del libro, alla raccolta di testimonianze, partecipando anche a riunioni internazionali di reduci.

Il libro vero e proprio non vede la luce: Israel Kalk infatti muore nel 1980. L’enorme quantità di documenti, già ordinati, che lascia attraverso il suo archivio, ci consente tuttavia di leggere sia le bozze della sua ricostruzione degli anni della guerra sia le fonti che  aveva utilizzato.

La biografia di Israel Kalk  come anche l’attività della Mensa dei Bambini è stata ricostruita nei dettagli in particolare da Klaus Voigt,  nell’articolo “Israel Kalk e i figli dei profughi ebrei in Italia” (Storia in Lombardia, 1990, n. 2, pp. 201-250) dal quale sono state attinte le informazioni riportate in questa pagina; nel volume Il rifugio precarioGli esuli in Italia dal 1933 al 1945 (vol. II, Firenze, La Nuova Italia, 1993, pp. 335-364) ricostruisce più da vicino la storia dell’impresa della Mensa dei Bambini.

Su Israel Kalk si veda anche la breve biografia riportata nel sito http://www.russinitalia.it/ [ultimo accesso, 6 novembre 2016].

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