Comuni di internamento e campi di concentramento

L’internamento, minacciato dal governo sin dagli inizi della persecuzione, appare deciso il 16 maggio 1940. Nei giorni seguenti Mussolini stabilì che gli ebrei stranieri dovevano essere internati nei campi a loro riservati, cioè separati, e fece informare ufficialmente l’Unione delle Comunità che inizialmente gli uomini sarebbero stati internati in campi di concentramento e le donne e i bambini sarebbero stati internati in comuni, per essere poi tutti “accentrati in una località dell’Italia meridionale e precisamente a Tarsia (provincia di Cosenza), dove dovranno restare anche a guerra ultimata per essere trasferiti di là nei paesi disposti a riceverli.” […]

Gli ebrei assoggettati all’internamento non furono sottoposti a particolari misure persecutorie (as esempio nei principali campi venne consentito di destinare a sinagoga alcuni locali). […] In effetti l’internamento costituiva una forma di prigionia più blanda della carcerazione vera e propria.

(Michele Sarfatti, Gli ebrei nell’Italia fascista, Einaudi 2007, pagg. 187-190).

Nel giugno del 1940, subito dopo l’entrata in guerra dell’Italia, fu emanato l’ordine di arresto degli ebrei stranieri in territorio italiano, immigrati e profughi ebrei,

L’internamento consisteva nella residenza obbligata nei comuni di internamento e nei campi di concentramento. 

I campi di concentramento potevano essere
– edifici presi in affitto o in appalto dalle prefetture (ville di campagna, palazzi cittadini, scuole, conventi, caserme, riconvertiti e adibiti a “campi”).

L’unico vero campo di concentramento creato ad hoc fu quello di  Ferramonti di Tarsia, una località bonificata della provincia di Cosenza,  in Calabria.
Il campo di Ferramonti fu progettato e costruito come un complesso di baracche per prigionieri, anche a carattere famigliare.

Per le donne e i bambini  era previsto l’internamento libero temporanea: in attesa di trovare posto presso i campi, erano obbligati alla residenza coatta in un comune, per lo più dell’Italia centrale o meridionale.

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Dettaglio della cartina dei principali campi di internamento con presenza di ebrei in Italia tra il 1940 e il 1943. (“Dalle Leggi antiebraiche alla Shoah. Sette anni di storia italiana”, Skira, Milano, p. 38).
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