Cronologia della persecuzione antiebraica in Italia

14 luglio 1938
Pubblicazione del documento Il fascismo e i problemi della razza. Il testo (noto anche col titolo “Manifesto degli scienziati razzisti”) enuncia le basi teoriche del razzismo.

22 agosto 1938
Censimento speciale nazionale degli ebrei, ad impostazione razzista.

1-2 settembre 1938

Il Consiglio dei Ministri approva un primo gruppo di provvedimenti legislativi antiebraici. Essi dispongono tra l’altro l’espulsione degli ebrei dalla scuola e l’espulsione della maggior parte degli ebrei stranieri giunti nella penisola dopo il 1918.

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6 ottobre 1938
Il Gran Consiglio del Fascismo approva la “Dichiarazione sulla Razza”. Il testo detta le linee generali della legislazione antiebraica in corso di emanazione.

7-10 novembre 1938
Il Consiglio dei Ministri approva un secondo e più organico gruppo di provvedimenti legislativi antiebraici, talora aggravanti quanto preannunciato dal Gran Consiglio. Essi tra l’altro contengono la definizione giuridica di “appartenente alla razza ebraica” e dispongono il divieto di matrimonio tra “italiani ariani” e “semiti” o “camiti”; inoltre contengono provvedimenti di espulsione degli ebrei dagli impieghi pubblici e (in forma più completa) dalla scuola, di limitazione del loro diritto di proprietà, ecc.

9-10 novembre 1938
Pogrom antiebraico in Germania, detto “notte dei cristalli”.

1938-1942
Espulsione totale degli ebrei dall’esercito, dal comparto dello spettacolo, dal mondo culturale; sostanziale espulsione dalle libere professioni; progressiva limitazione delle attività commerciali, degli impieghi presso ditte private, delle iscrizioni nelle liste di collocamento al lavoro, ecc.

1 settembre 1939
La Germania invade la Polonia. Inizio della Seconda guerra mondiale.

9 febbraio 1940
Mussolini fa comunicare ufficialmente all’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane che tutti gli ebrei italiani dovranno lasciare l’Italia entro pochi anni.

10 giugno 1940
Ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale.

Giugno 1940
Internamento degli ebrei italiani classificati maggiormente “pericolosi” e degli ebrei stranieri cittadini di Stati aventi una politica antisemita.

1941
Esaurimento del flusso migratorio di ebrei dalla penisola.

23 ottobre 1941
Divieto di ulteriore emigrazione di ebrei dalla Germania. Avvio della politica nazista di sterminio nei territori controllati.

20 gennaio 1942
Conferenza (detta “di Wannsee”) di autorità naziste a Berlino sulla politica antiebraica.

Maggio 1942
Istituzione del lavoro obbligatorio per alcune categorie di ebrei italiani.

Agosto 1942
Ad autorità governative, e in particolare a Mussolini, iniziano a pervenire notizie, progressivamente sempre più chiare, sull’azione di sterminio di ebrei attuata nei territori controllati dall’alleato tedesco. Accordo italo-tedesco (fine 1942-inizi 1943) per il rimpatrio degli ebrei italiani presenti in detti territori.

Ottobre 1942
Emanazione di una legge antiebraica apposita per la Libia.

13 maggio 1943
Resa delle forze italiane in Tunisia, le ultime ancora presenti in Africa.

Maggio-giugno 1943
Decisione di istituire nella penisola campi di internamento e lavoro obbligatorio per ebrei italiani abili al lavoro.

10 luglio 1943
Sbarco degli Alleati in Sicilia. Cessazione della persecuzione antiebraica nelle zone via via liberate.

15, 25 luglio 1943
Decisione italiana di consegnare alla polizia tedesca gli ebrei tedeschi presenti nella Francia sudorientale occupata dall’Italia; direttiva di trasferimento a Bolzano degli internati (per lo più ebrei stranieri) del campo di Ferramonti di Tarsia in Calabria.

25 luglio 1943
Riunione del Gran consiglio del fascismo; destituzione e successivo arresto di Mussolini. Il re incarica Pietro Badoglio di formare il nuovo governo.

Luglio-settembre 1943
Il governo Badoglio blocca l’attuazione delle disposizioni del maggio-luglio precedente, revoca alcune circolari persecutorie, lascia in vigore tutte le leggi persecutorie.

8 settembre 1943
Annuncio della firma dell’armistizio (avvenuta il giorno 3) tra il Regno d’Italia e gli Alleati. Fuga del re e del governo al sud.

10 settembre 1943
Inizio ufficiale dell’occupazione militare tedesca della penisola; nelle regioni di Trieste e Trento i tedeschi istituiscono le Operationszonen Adriatisches Küstenland e Alpenvorland, assumendovi anche i poteri civili e attivandovi la propria politica antiebraica.

Settembre 1943
Liberazione dell’Italia meridionale e della Sardegna.

Settembre 1943
Nascita delle prime formazioni partigiane nell’Italia centro-settentrionale. Colloqui di Mussolini (fatto evadere da tedeschi) con responsabili nazisti in Germania.

15-16 settembre 1943
Prima deportazione di ebrei arrestati in Italia (da Merano) e primi eccidi di ebrei nella penisola (sulla sponda piemontese del lago Maggiore); entrambi ad opera di nazisti.

23 settembre 1943
Costituzione di un nuovo governo fascista guidato da Mussolini, che assume l’amministrazione dell’Italia centrale e settentrionale (escluse le Operationszonen). Successivamente il nuovo Stato viene denominato Repubblica sociale italiana (Rsi).

23 settembre 1943
Una disposizione interna della polizia tedesca inserisce ufficialmente gli ebrei di cittadinanza italiana tra quelli immediatamente assoggettabili alla deportazione.

16 ottobre 1943
La polizia tedesca attua a Roma una retata di ebrei, la più consistente dell’intero periodo; due giorni dopo vengono deportate ad Auschwitz oltre 1000 persone. Altri convogli vengono fatti partire da varie città del centro-nord.

14 novembre 1943
Approvazione a Verona del “manifesto programmatico” del nuovo Partito fascista repubblicano, il cui punto 7 stabilisce “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”.

30 novembre 1943
Diramazione dell’Ordine di polizia n. 5 del Ministero dell’interno della Rsi, decretante l’arresto degli ebrei di tutte le nazionalità, il loro internamento dapprima in campi provinciali e poi in campi nazionali, il sequestro di tutti i loro beni (alcune settimane dopo verrà disposta la trasformazione dei sequestri in confische definitive).

Dicembre 1943
Allestimento del campo nazionale di Fossoli, in attuazione dell’ordine del 30 novembre (i primi ebrei vi vennero trasferiti dai campi provinciali a fine mese).

4-14 dicembre 1943
Decisione tedesca di riconoscere alla Rsi il ruolo principale nell’organizzazione e nella gestione degli arresti e dei concentramenti provinciali.

5 febbraio 1944
Il capo della polizia della Rsi ordina a un prefetto (quello di Reggio Emilia) di consegnare ai tedeschi gli ebrei arrestati da italiani. Si tratta del primo ordine esplicito di tal genere oggi conosciuto; pochi giorni dopo il prefetto risponde comunicando il trasferimento degli ebrei a Fossoli.

19, 22 febbraio 1944
Partenza dei primi convogli di deportazione da Fossoli (per Bergen Belsen e Auschwitz) organizzati dalla polizia tedesca. Il campo di Fossoli si rivela quindi come il punto operativo di cerniera tra Rsi e Terzo Reich per la deportazione.

23 marzo 1944
Eccidio delle Fosse Ardeatine, a Roma; tra i 335 uccisi vi sono 75 ebrei.

4 giugno 1944
Liberazione di Roma.

Fine luglio-inizi agosto 1944
Chiusura di Fossoli e trasferimento del campo nazionale a Bolzano.

27 gennaio 1945
Liberazione del campo di Auschwitz.

24 febbraio 1945
Ultimo convoglio di deportazione di ebrei dall’Italia (dalla Risiera di San Sabba di Trieste per Bergen Belsen).

15 aprile 1945
Liberazione del campo di Bergen Belsen.

20-30 aprile 1945
Liberazione dell’Italia settentrionale.

[Fonte:  “La Shoah in Italia. Cronologia della persecuzione antiebraica in Italia”,  www.cdec.it]

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